I libri

La famiglia Zulu

Nel dicembre del 1992, in una famiglia di corrotti finanzieri, nasce Gioacchino; affetto da una variazione genetica unica al mondo, la SGO, ossia Sindrome del Gene Originario, il bimbo è ricoperto di pelo marrone e ha un grugno da scimmia. Carlo Zulu, il nonno capofamiglia, vuole rinchiudere il neonato in un istituto, ma il padre del bambino, Vittorio Zulu, inaspettatamente si oppone e la moglie lo lascia. Gioacchino dimostra precocità e una spiccata sensibilità, soprattutto verso la natura e i colori. Lottando contro la sempre più minacciosa ostilità di Carlo, Vittorio, tra dubbi e un crescente amore per Gioacchino, accompagna il figlio nella scoperta delle sue qualità, spesso faticando a stare al passo con il figlio.

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Il Silenzio

Racconti

I dieci racconti che compongono Il silenzio ospitano in sé storie familiari agrodolci: la famiglia diviene il ricettacolo perfetto per segreti e menzogne, il luogo in cui il non detto si trasforma in follia e violenza arrivando persino a sfociare nella morte. In queste pagine la sofferenza e il dolore emergono in modo acre. I drammi che i personaggi di queste storie sono costretti ad affrontare confermano una teoria ormai consolidata: ogni famiglia infelice è infelice a modo proprio. L’ultimo racconto, Il silenzio, da il nome alla raccolta e rappresenta l’eco di quanto è accaduto, cassa di risonanza che tutto raccoglie: è per la famiglia l’azione più drammatica.

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Il tempo del tamburo

Romanzo storico-antropologico-fantasy

Il romanzo si snoda agli albori dell’era neolitica, quando l’essere umano ancora vive come cacciatore-raccoglitore, organizzato in piccole tribù e conosce solo la pietra e il legno. Il tamburo è il principale strumento utilizzato per scandire i momenti topici della vita della tribù. Sulla base di riscontri antropologici e archeologici -Yuval Noah Ha, J. Scott, Diamond, ecc. e alla scoperta dell’archeologo Klaus Schmidt del sito di Gobleki Tepe – si narra la vicenda di una bambina, Hay, dello sciamano, Gnu, che la prende sotto la sua guida, e della costruzione di due templi megalitici, ove diverse etnie si incontrano per decenni. È una storia al femminile dove Hay rappresenta uno dei possibili eventi che la tradizione storica narrata o documentata ha voluto dimenticare, ma della quale, leggendo tra le righe della mitologia e della storia, si possono trovare tracce concrete. Un racconto di come le donne hanno, in un giorno remoto, partecipato alla rivoluzione neolitica e di come abbiano voluto e ottenuto dire ciò che pensavano e fare ciò che volevano. In questa nuova realtà corale si avviano trasformazioni sociali e emotive individuali importanti – come nominare il sentimento amore e riconoscerne le varie espressioni, o il concetto e la parola di padre – che porteranno alla rivoluzione neolitica.

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