Una tisana con Sabina Moretti per Maria Cristina Buoso

31 Marzo 2022
Intervista a sabina moretti

Ringrazio Maria Cristina Buoso per la bella intervista che mi ha dedicato.

Ciao, Conosceremo una musicista e scrittrice che ci porterà nel suo mondo fatto di note e parole.

Buona lettura

Per iniziare dimmi dove preferisci che ci sediamo per chiacchierare con la nostra tazza di tisana e perché hai scelto questo luogo.

In un giardino fiorito. M i piace stare all’aria aperta, amo le piante e i fiori in ogni stagione. (Mi piace come idea)

Che tisana hai scelto e perché proprio questa?

Una tisana allo zenzero e cardamomo. Amo spezie e aromi. (mai assaggiata, grazie)

Se dovessi venire in camera tua, che libri troverei sul tuo comodino?

Li troveresti per terra raccolti in varie pile. Di tutto, saggi, thriller e romanzi. (come mai per terra?)

Li tengo a terra perché sono troppi e sul comodino tengo altre cose. Così allungo una mano e pesco. Li sento più vicini. (eheheh, bella come immagine)

E nella tua borsa?

Giro leggera e leggo dal cellulare e-book (ottima soluzione, ultimamente lo faccio anche io)

Preferisci leggere in cartaceo o E-book?

Entrambi. Il cartaceo ha sempre il suo fascino, ma gli e-book sono molto comodi. Mi dibatto tra loro. (perfettamente d’accordo )

Hai mai letto i fumetti? Se si, quali? Ne hai uno che ti è rimasto nella memoria?

Sinceramente non ne leggo, non so perché. Forse non ne ho avuto il tempo o l’occasione. Da bambina leggevo topolino, ma era molti anni fa. (si può sempre recuperare )

Ti piace andare al cinema, a teatro? Cosa preferisci vedere? Quale è l’ultimo film che hai visto? Ti è piaciuto? E a teatro?

Si, mi piacciono sia il cinema che il teatro. In genere mi piacciono i piccoli teatri, ma è accaduto tutto due anni or sono e non ricordo l’ultimo spettacolo che ho visto. I film mi piacciono molto, ma anche lì è da molto che non vado. Ricordo The green book, che mi è piaciuto molto. (magari fra un po’ ci torniamo tutti ).

La TV la guardi? Cosa? Ci sono serie TV che segui? Una serie TV che hai visto quando eri più giovane e che ti è rimasta nel cuore.

Si, guardo la TV. Una serie che mi è piaciuta moltissimo è Peaky Blinders su Netflix. La consiglio vivamente. Ottima la storia, ottimi gli attori e l’ambientazione, ottimo il testo. In TV seguo telegiornali, film di ogni genere e documentari di arte, scienza e storia. Cosa vedessi quando ero giovane si perde nel tempo. Carosello va bene? (certo che va bene . Ancora oggi ho in testa alcuni modi di dire di allora. E tu? – La serie che mi hai nominato non la conosco di cosa tratta?)

La serie Peaky Blinders si svolge a Birmingam e inizia al rientro dei soldati dalla Prima Guerra Mondiale. Una famiglia proletaria inizia la sua avventura criminale di gioco d’azzardo e mercato nero per tentare la scalata sociale. Sono arrivati alla quinta stagione che termina all’inizio degli anni ’30.

Quest’anno dovrebbe uscire la sesta stagione. Mi ripeto: da vedere. (vedremmo )

Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e perché.

Ho iniziato a scrivere pochi anni fa, perché ho trovato il tempo per farlo. Avevo il desiderio di imparare come si riusciva a scrivere un racconto e un romanzo, visto che leggo da sempre. Sono andata a scuola di scrittura creativa e ho sciolto la penna. Scrivo perché suono di meno, la professione dopo tanto tempo va verso il declino, come è giusto che sia, ma il desiderio e la necessità di comunicare non vuole assopirsi. Allora scrivo! (hai trovato un ottimo sostituto )

Come mai hai scelto questo genere di scrittura?

La poesia non fa per me, anche se non mi manca il senso ritmico. Sono molto selettiva nel campo poetico e conosco i miei limiti. Sono istintivamente portata per la prosa. Non ho mai scritto per teatro e forse non lo farò. Chi lo sa, credo sia difficilissimo. Scrivo racconti e romanzi. (ricordi cosa hai scritto la prima volta?)

Ho iniziato con i racconti, si comincia così. I racconti sono difficili, ma insegnano a muoversi sulla pagina. Purtroppo, non ricordo il primo che ho scritto. Ma da allora non ho smesso di scriverne, mi piace troppo. Lo scorso dicembre 2020 ho pubblicato una raccolta Il Silenzio, dieci racconti sul silenzio nelle famiglie, in un crescendo di tensioni. So che è piaciuto, anche se è duretto. Sto ultimando una nuova raccolta di racconti intitolata I solitari. Ha un altro respiro e raccoglie anche racconti brevi, di tre pagine. Ho scritto due romanzi, Zulu e Il tempo del tamburo e sono alla seconda stesura del terzo romanzo, ma ci vorrà ancora un poco, perché è molto complesso. (ti tieni occupata )

Sei una musicista o meglio sei una violinista, come ti sei avvicinata alla musica e cosa ti ha spinta a farne una professione.

Ho conosciuto il violino per caso da bambina, mia madre conosceva un violinista. Ho iniziato a studiare ed è stato un amore credo da subito. Sono cinquant’anni che suono e ancora ne sono appassionata. Alla mia età posso dire che ho scelto questa strada con una forte dose di incoscienza, senza pensare che era un ambiente troppo maschile e maschilista, impreparato a donne professioniste e che socialmente per una donna non era credibile. Eravamo pochissime a studiare strumenti di tradizione in mano a uomini e l’abbiamo faticata tutta. Però sono orgogliosa come le altre mie compagne di allora perché abbiamo aperto una strada per le generazioni seguenti. Suonare il violino è bellissimo, appagante, interessante, divertente, faticoso e inebriante. Fa paura, ma quando la superi stai benissimo. L’ho scelto perché lo amavo. (hai mai pensato a dirigere? E come si fa a diventare primo violino in una orchestra?)

Dirigere un’orchestra come professione non l’ho mai pensato perché alle donne della mia generazione non era concesso pensarlo. Oggi alcune giovani donne stanno provando a diventare direttrici d’orchestra. Non posso non pensare che non ci fossimo state noi a sederci in orchestra, loro oggi non sarebbero sul podio. Comunque mi sono tolta la soddisfazione con gruppi cameristici di studenti e mi è stato riconosciuto che ero brava. È stato bellissimo dirigere i loro concerti. Primo violino di orchestra si diventa superando dei concorsi molto difficili. Si inizia da ragazzi, si impara cosa vuol dire sedere su quella sedia e avere gli occhi di tutti addosso, poi si studia molto il repertorio solistico di Spalla, ossia i ‘Soli’ del primo violino e le parti dei principali repertori, perché se in fila i violinisti possono leggere, il Primo violino legge con mezzo occhio e l’altro uno e mezzo sta sul direttore e sui primi delle altre file. Si devono avere ottime qualità strumentali e caratteriali. Anche quella sedia è stata appannaggio prevalentemente maschile. Basta guardare le principali orchestre. (vero, non ricordo di aver visto donne sedute lì )

Immagino che avrai suonato in molte orchestre, ti ricordi come è stata la tua prima volta? Cosa hai provato e cosa hai suonato?

La prima volta per un giovane strumentista accadeva nell’orchestra degli studenti del Conservatorio. È stata una emozione incredibile. Sinfonia di Haydn non ricordo il numero d’opera, ma sono uscita da quella prova ancor più sicura della mia scelta. Quando sei in mezzo a tanti strumenti e partecipi alla realizzazione di una musica nella quale ti trovi immerso entri in un’altra dimensione. (quanto si prova prima di un concerto?)

Bella domanda! Una volta si provava con calma e i direttori e le orchestre avevano modo di conoscersi e di creare una esecuzione originale, di fare arte. Oggi non ci sono i soldi, ovvero sono saliti i compensi dei direttori e sono rimasti fermi quelli dei professori d’orchestra, si deve produrre di più e tutto è stato ristretto. Allora si prova tre giorni, magari, e si va al concerto. Così si ottengono esecuzioni stilizzate e fatichi a riconoscere un direttore dall’altro e un’orchestra dall’altra, come invece accadeva fino a venti o trenta anni fa. (che peccato )

Cosa ti ha spinto a voler diventare insegnate di violino?

Mi piace insegnare, ho dedicato moltissime energie a questo lavoro. Avevo bisogno di lavorare e alle donne a quel tempo la scelta anche condivisa socialmente era insegnare. Ho puntato direttamente al Conservatorio, sono docente di violino da 40 anni, ho cambiato diversi conservatori, non ho mai insegnato nella scuola media a indirizzo musicale. Significa che da allora sono sempre stata una pendolare, perché i conservatori sono presenti uno o due per regione, ho fatto due figli viaggiando con la pancia fino al settimo mese e non mi sono pentita. Certo non è stato facile farlo, né facile farlo comprendere ai familiari.

Come riesci a far coesistere queste due attività?

Lavoro tutto il giorno. O studio, o insegno, o scrivo. E una combinazione delle tre. Suonare aiuta a scrivere, porta la mente lontano. Semmai il mio problema quando scrivo è essere troppo attaccata alla realtà. A volte mi disturba molto. (prova a staccare con un libro di fantasia pura )

So che hai anche partecipato a dei progetti, ti va di parlarcene?

Come violinista e docente ho avuto l’occasione di partecipare a convegni internazionali che si sono svolti in Europa quando il progetto Erasmus non esisteva per il settore musicale. In questo senso è stato molto interessante perché ho avuto modo di conosce con almeno quindici anni di anticipo le realtà didattiche e musicali europee. A distanza quando poi ho partecipato al progetto Erasmus ho dovuto constatare due cose: che le eccellenze europee sono tali solo perché hanno denaro che noi in Italia non abbiamo mai ottenuto dallo stato, ma non è affatto detto che abbiano i docenti, i ricercatori o gli studenti migliori. Sanno vendersi molto bene. (questo l’ho sempre pensato) La seconda è la crisi economica di alcuni paesi, come la Finlandia o anche la Spagna. Da come li ricordavo loro hanno sofferto come noi. Sono tornati in dietro. Questa è una valutazione di cinque o sei anni fa, magari oggi sono in ripresa, ma non ne ho notizie recenti. (speriamo)

Come didatta prima che esistesse internet ho svolto una bellissima ricerca con mezzi analogici auto procurati intitolata Il Violino Immaginario. È stato un periodo lungo ed entusiasmante, ma non ho mai trovato una istituzione interessata a farla sua, sebbene abbia costituito anche occasione di formazione per i docenti delle scuole medie e superiori. Ma erano altri tempi, solo di recente si parla di ricerca musicale e ancora non si sa di come definirla. In questo senso sono stata una pioniera, che per esempio si muoveva con cassette video e cinepresa personali senza necessità di chiedere firme di privacy, ma solo il consenso degli studenti. Ora non voglio entrare nei particolari, ma ho tantissimo materiale che rimarrà chiuso. È un peccato. (Perché non provi a riproporlo ora oppure… lo fai in prima persona su youtube)

Nella nostra scuola lo studio della musica e di tutto quello che la riguarda non è mai stato molto valorizzato, secondo te come mai?

Perché in Italia le arti in genere sono state sempre accantonate e la musica più delle altre. Si sono fatti declami incredibili, ma tutto è diventato un calderone dove docenti pur di lavorare hanno dovuto rinunciare alle loro capacità didattiche e musicali. La cultura in genere in Italia negli ultimi venti anni è stata abbandonata a se stessa. La musica prevede dei costi di attrezzature e di spazi e questo non piace. Inoltre, la musica, credo più delle altre arti, fa pensare pensieri impensati, nuovi, originali, imprevedibili. E questo fa paura. Allora si è cercato di livellare tutto dando spazio solo alle canzoni, ma anche quelle se basate su modelli musicali omologati, utili ad accontentare e ad addormentare la mente. Credo sia meglio che non aggiunga altro. (ma all’estero ho l’impressione che sia più valorizzata nelle scuole, e mi sembra un controsenso visto le radici musicali che abbiamo)

È vero in parte, all’estero si fa una cultura musicale molto generica, ma è meglio del nulla che c’è da noi. Almeno crea attenzione all’ascolto della musica da parte dei giovani. Mi devo ripetere: è una questione di scelta politico-culturale come si vogliono spendere i soldi. Se servono per le elezioni si fanno scelte a breve scadenza, ma la cultura necessita di progettualità ad ampio respiro e lunga scadenza e questo in Italia nessun politico lo ha mai voluto fare. (diciamo che i progetti a medio o lungo termine si sono persi di vista nel tempo per altri )

Cosa pensi che si potrebbe fare per invertire questa cattiva abitudine?

Aprire le scuole a tutte le forme di arte, pittura, scultura, recitazione, danza e musica, ma non come corsi secondari, pomeridiani e a scelta, ma come corsi curricolari e con ore di pratica importanti. Allora vedremmo bambini e giovani interessarsi e partecipare alla lingua italiana, alla matematica, alla storia e a tutti gli altri insegnamenti con maggior slancio e menti attive. Vorrebbe dire smettere di passare nozioni a menti addormentate e partecipare alla scoperta e alla curiosità che ogni essere umano ha se non viene narcotizzato dall’omologazione. (perfettamente d’accordo)

Hai un genere che preferisci leggere quando ti vuoi rilassare? Un autore che preferisci in particolare op. no.

No. Leggo di tutto seguendo percorsi a me stessa sconosciuti. Per rilassarmi leggo libri gialli, noire, thriller. (ahahah…allora aspetto verdetto dei miei)

Ho iniziato a leggere vernissage… ma porta pazienza, leggo più libri insieme! (ma dai, davveroooooooooo, grazieeeeeeeee nella seconda avventura che sto rivedendo, sarà completamente diversa)

Immaginiamo che questa sera ti venisse offerto di andare ad assistere ad un incontro con un autore a scelta può essere vivente o no, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, chi vorresti incontrare e perché?

Saramago, forse, perché mi ha affascinata quando ero giovane. Mi ha portato in un mondo che non conoscevo ma che ho sentito affine. Però ce ne sarebbero altri…(per esempio???)

Gunter Grass, Vargs Llosa, no troppo difficile e poi sono tutti del novecento, quelli di oggi li posso sempre incontrare! (ahahah)

Immaginiamo adesso che potessi invitare qualcuno qui con noi a bere una tazza di tisana, chi inviteresti e perché?

Victoria Mullova, una violinista russa che ha la mia età, molto famosa, che fuggì in occidente nel 1983 dopo aver vinto il concorso Tcaikovsky che la portò in occidente. Ha avuto una splendida carriera. Vorrei che raccontasse la sua storia. Una donna che è riuscita a rompere gli schemi. (perché non la racconti tu?)

In effetti ho scritto un racconto, ma… deve trovare una sua collocazione e poi dovrei chiederle il permesso di pubblicarlo. Non so, magari più avanti. Allora più che un racconto una biografia, ma non mi piace scriverle. Forse un lavoro ispirato a lei, ma sarebbe troppo facile capire che è lei. Nella mia generazione sono state solo due le donne che hanno fatto carriera solistica: Victoria Mullova, nata nel 1959, russa ed espatriata senza un soldo e la Anne-Sofie Mutter, nata nel 1963 in Germania da una famiglia molto benestante. Io sono nata nel 1960. (mi hai incuriosita )

Immaginiamo di essere ad una festa in costume, quale abito o maschera vorresti indossare e chi vorresti che ti invitasse e che ballo vorresti fare con lui o con lei?

Vorrei ballare o il valzer o il tango. Un vestito lungo, rosso, con un comodo spacco per ballare in libertà. Tacco otto, quello dodici non serve. (e con chi vorresti ballare :9 )

Non importa chi, ma che sia un ballerino bravo! (come ti capisco )

Ami gli animali? Ne hai uno? Vuoi postare una sua foto? Chi comanda, lui o tu?

Ho avuto degli animali, cane e gatto e loro figli, ma ora non ci sono più e non ne ho presi altri. Conservo le loro foto con amore, ma preferisco non postarle. Ora adotto quelli degli altri e con alcuni cani e gatti abbiamo una amorosa amicizia. (che bello J e come si fa ad adottare quelli degli altri??? )

Si accarezzano, ci si parla, si è disponibili alle loro bave o altre espressioni affettuose! (ahahah)

Passiamo a parlare dei nonni. Che rapporti hai con loro? Ci sono ancora? Se no, cosa vorresti potergli dire se avessi la possibilità di avere 5 minuti in loro compagnia? Se invece sei fortunata e li hai ancora tutti … dove vorresti potarli in gita e perché?

Sono passati troppi anni! Quelli paterni non li ho mai conosciuti, quelli materni si, ma sono mancati presto. Mi piacerebbe incontrarli tutti per conoscerli, ma sono abituata all’idea di non poterlo fare. (con la fantasia si può fare tutto )

Stessa domanda ma rivolta ai tuoi genitori.

I miei genitori mancano da tempo anche loro. I nostri rapporti sono stati molto burrascosi, ma anche con alcuni luoghi di tenerezza e di vero affetto. Sarebbe piacevole incontrarsi tutti da adulti e guardare al passato con occhi liberi dalle incomprensioni di allora. (è sempre così )

Cosa pensi dell’amicizia maschile e al femminile? Hai una amica o amico del cuore?

L’amicizia è tra i sentimenti più importanti. Va coltivata con delicatezza e saggezza. Ho amicizie sia maschili che femminili e non ho predilezioni specifiche. Con ciascuno di loro ho rapporti sinceri e condivido parti della mia intimità, senza differenze di sesso. (che bello )

Se potessi scegliere un’epoca in cui andare con la macchina del tempo, dove vorresti andare? E perché?

Nel medioevo. Non lo so perché, mi affascina da quando ero bambina. Sia la storia che l’arte. Vita dura, ma piena. No, non lo so spiegare. (periodo duro e anche buio, ti piacerebbe andare in un posto specifico?)

Si, forse nella corte di Eleonora d’Aquitania.

Quale libro vorresti scrivere domani?

Una storia nel medioevo. Ma non l’ho ancora trovata. (concentrati, vedrai che arriva )

Se dovessi fare un regalo ai tuoi lettori, cosa faresti e perché?

Leggerei ad alta voce un mio libro e poi anche un libro a loro scelta di un altro autore/autrice. Poi suonerei il violino per loro. (mi piaceeeeeeeeeeee, cosa in particolare suoneresti?)

Potrei suonare qualche tempo dalle sonate e partite di Bach per violino solo, oppure un pezzo moderno del ‘900 o anche contemporaneo, ma dipende dalle letture. Sul mio sito ho realizzato delle clip dove leggo degli estratti e sotto metto della musica. Li puoi trovare su www.sabinamoretti.com/blog (appena posso passo a sentirle )

Se domani ti offrissero un viaggio da fare subito, dove vorresti andare e perché?

Troppi posti dove vorrei andare! Medio Oriente tutto, Egitto, Africa, le Ville del Brenta, la Sardegna nuragica, Cina, un viaggio lungo la Transiberiana ecc. Alla fine, non ne farò nessuno! (sei come me, non so decidere )

In chiusura, cosa pensi di questa nostra chiacchierata e cosa avresti voluto che ti chiedessi?

Molto gradevole e divertente. Forse della mia scrittura, ora vi lascio una nota sul mio ultimo libro. ( ) (sei riuscita a creare dentro di me con le tue parole molte curiosità, grazie)

Se vuoi lasciare il link del tuo libro e copertina, se vuoi aggiungere qualcosa per farti conoscere un po’ di più, puoi farlo.

Per chi vuole conoscermi meglio può visitare il mio sito

www.sabinamoretti.it

PRESENTAZIONE – ‘IL TEMPO DEL TAMBURO’

Il romanzo si snoda agli albori dell’era neolitica, quando l’essere umano ancora vive come cacciatore-raccoglitore organizzato in piccole tribù. Sulla base di riscontri archeologici -la scoperta dei templi di Göbekli Tepe- e antropologici si narra la vicenda di una bambina, Hay, di uno sciamano, Gnu, che la prende sotto la sua guida, e della costruzione di due templi megalitici ove diverse etnie si incontrano per decenni. È una storia al femminile, dove Hay rappresenta uno dei possibili eventi che la tradizione storica narrata o documentata ha voluto dimenticare, ma della quale, leggendo tra le righe della mitologia e della storia, si possono trovare tracce concrete. Un racconto di come le donne hanno, in un giorno remoto, partecipato alla rivoluzione neolitica e di come abbiano voluto e ottenuto dire ciò che pensavano e fare ciò che volevano. In questa nuova realtà corale si avviano trasformazioni sociali ed emotive importanti – come nominare il sentimento ‘amore’ o il concetto e la parola ‘padre’ – che porteranno alla rivoluzione neolitica.

Grazie, spero che anche per voi sia stata un incontro piacevole, se vi è rimasta una curiosità o una domanda che avreste voluto che fosse stata fatta… scrivetemela e… magari ci sarà un seguito.

Alla prossima

MC

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